Roberto Bottazzo Da sempre
appassionato lettore e collezionista di fumetti, inizia a scrivere
e disegnare fin da bambino, ma pensa di dedicarsi professionalmente
al fumetto solo durante il periodo universitario, quando nel 1990
partecipa ad uno stage tenuto dai cartoonist Luciano Gatto (per
il disegno) e Dario Missaglia (per la sceneggiatura). Inizia così
a collaborare con diverse fanzine, dapprima con illustrazioni
e strisce comiche, finchè nel 1995 esce sulla rivista "Casablanca"
la sua prima storia, un avventura di "Elia Bon". Nel 1997 comincia a collaborare con il "Messaggero dei Ragazzi", dapprima con delle storie singole e poi con le serie "Oscar & Nelson" e “Jean Lafitte”. Al Messaggero inoltre conosce il fumettista Luca Salvagno a cui cerca di rubare i segreti del mestiere. Nel maggio 2003 riceve il prestigioso premio "Albertarelli" dell'ANAFI (l'Associazione Nazionale degli Amici del Fumetto e dell'Illustrazione) quale nuovo autore rivelatosi nell'anno precedente. Nel 2008 comincia a collaborare con l'associazione Veneziacomix, di Emanuele Tenderini e Fabrizio Capigatti, per cui disegna una storia di "Capitan Venezia" ed inizia ad insegnare nella "Scuola del Fumetto di Venezia" (assieme a Roberto Vian e Massimiliano Bergamo). Sempre nel 2008 organizza la mostra "Vestiamoci di Pace" a favore dell'associazione VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) all'interno del primo "Venice Comic Art Fest", in collaborazione con Veneziacomix. Nel 2009 pubblica una storia di Elia Bon sul libro "Il parco che verrà", dedicato alla laguna di Venezia, e realizza per il VIS quattro documentari a fumetti sul tema della biodiversità e sviluppo sostenibile, pubblicate sulla rivista "Un mondo possibile", oltre a delle vignette sui diritti umani. Autore completo, ispirato alla linea
chiara franco-belga, disegna i propri testi combinando le tecniche
tradizionali (pennello, pennino e pennarello) con l'uso del computer.
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